Dichiarazione del sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad sui dati delle presenze turistiche

Il raffronto dei numeri pre e post pandemia.

Data di pubblicazione

“I dati statistici provvisori ISTAT di fine anno, pubblicati nelle ultime ore dalla Regione Emilia Romagna, confermano che ci siamo lasciati alle spalle complessivamente un anno incoraggiante, ma con luci e ombre che la pubblicazione dei dati 2021 ci può aiutare a mettere a fuoco nel dettaglio analizzando l’impatto Covid sul movimento turistico nella nostra destinazione.

Se si guarda la fotografia turistica che emerge nell’arco temporale gennaio – dicembre 2021 nel comune di Rimini, i dati appena pubblicati ci dicono che il raffronto delle presenze turistiche, con un totale di 5.222.019 presenzerispetto al 2020 registra un ulteriore aumento arrivando ad un definitivo +33,4%, mente gli arrivi turistici, con un totale di 1.255.719 arrivi, registrano un +35%.

Rispetto al 2019, anno pre-pandemia, il periodo gennaio - dicembre 2021, segna di fatto una perdita complessiva di presenze intorno al -30,8%; -34,4 per cento se guardiamo sul fronte arrivi.

Un dato in contrazione rispetto alle stagioni pre Covid ma che segna comunque un recupero incoraggiante e persino insperato se andiamo all'inverno e alla primavera 2021 quando le restrizioni sanitarie chiusero di fatto al turismo interno e estero l'intera Italia.

E' evidente come, almeno per quanto riguarda Rimini, il versante che più ha sofferto è stato quello degli arrivi e dei pernottamenti stranieri. Sono stati infatti 287.485 gli arrivi esteri in meno rispetto al 2019, mentre sul fronte dei pernottamenti la eccezionale situazione pandemica mondiale ha causato una contrazione di 1.226.253 presenze estere. Se consideriamo che prima del covid la componente estera vedeva il capoluogo primeggiare in provincia con una incidenza del 31 per cento di presenze estere (e oltre 27% per cento di arrivi), appare evidente che la battuta d’arresto del turismo estero ha colpito maggiormente Rimini, la destinazione storicamente più forte sul fronte delle presenze turistiche straniere, penalizzando più di tutte la nostra città durante la pandemia.

Il problema è particolarmente circostanziato sul turismo russo che nel 2021 vede arrivare a Rimini soltanto 3.345 turisti, con un -67,1% rispetto al 2020 e un -96,6% rispetto al 2019, mentre le presenze totali sono 15.968 con un -63,9% rispetto al 2020 e -96,6% rispetto al 2019. Un dato che corrisponde ad un sostanziale azzeramento di quello che è stato negli ultimi anni pre pandemia il nostro primo mercato estero di riferimento. Nel comune capoluogo, i turisti russi nel 2019 erano il primo mercato estero di riferimento con 97.244 arrivi, seguivano i tedeschi con 77.538 arrivi, e 468.013 presenze dalla Russia che era il primo mercato estero anche sul fronte delle presenze, seguivano i tedeschi con 400.753 presenze.

Nel 2021 la fotografia si modifica completamente e il mercato tedesco torna il primo mercato estero con 59.113 arrivi (+78,6% rispetto al 2020 e -25,1% sul 2019) e 302.089 presenze (+97,2% rispetto al 2020 e -24,6% rispetto al 2019), seguito dal mercato svizzero con 157.996 presenze che sono rimaste sostanzialmente le stesse pre Covid (-0,2% rispetto al 2019 e +25,8% rispetto al 2020), dalla Romania che registra nel 2021 73.123 presenze, dalla Francia che si assesta al quarto posto delle presenze estere nel 2021 con 70.655 pernottamenti, il 50,9% in meno rispetto al 2019 e il 60% in più rispetto al 2020, per arrivare alle 54.208 presenze dai Paesi Bassi.

Questa fotografia significa per noi che la Russia, mercato fondamentale per Rimini e per la costa, deve tornare al centro delle politiche turistiche regionali per mettere in campo azioni che gestiscano con attenzione la fase post pandemica, consolidando le posizioni raggiunte sul mercato italiano, in gran parte riconquistato, e riattivando i mercati internazionali stimolando anche la ripresa dell’operatività dei vettori aerei.

Dopo le campagne attivate sui mercati di prossimità come Germania, Austria e Svizzera occorre riprendere con forza la promozione sui mercati internazionali ed in particolare anche quello di Russia, non appena sarà possibile affiancare la ripresa dell’operatività delle compagnie aree. Abbiamo registrato nelle scorse settimane alcuni primi segnali fondamentali come la scelta del tour operator internazionale Anex Tourism Group, particolarmente forte sul mercato russo, dell’aeroporto di Rimini come sede della sua base operativa, seguito dalla notizia del nuovo accordo dell’aeroporto Fellini con Wizzair, uno tra i più importanti player dei cieli in Europa. Un segnale che ci spinge a guardare con sempre maggiore ottimismo a questa fase di ripartenza e al ritorno sulla nostra Riviera dei viaggiatori internazionali. Gli operatori ci dicono che i turisti russi sono pronti e che appena sarà possibile ripristinare i collegamenti aerei con l’Italia, torneranno anche a fare le vacanze nel nostro Paese e sulla nostra costa.

Per fare questo occorre un’Italia sempre più aperta, introducendo ulteriori e sostanziali allentamenti alle restrizioni a cui ci ha costretto la pandemia. Guardando avanti, a questo 2022, credo che sarà ancora un anno complesso, ma possiamo elevare ancora più la soglia di recupero registrata nel 2021 se, compatibilmente con l’andamento della pandemia, apriremo ancora di più i confini, nel tentativo di dare nuovo impulso al turismo estero.

Penso ad esempio al turismo congressuale: dopo l’incoraggiante ripartenza dell’autunno scorso, che per Rimini ha significato chiudere il mese di ottobre 2021 con un insperato risultato complessivo che ha registrato 235.600 pernottamenti grazie al calendario che ha visto TTG e Ecomondo svolgersi con una partecipazione di espositori e visitatori superiori alle attese, il 2022 si è aperto con l’Omicron che ha costretto ad un rinvio di un paio di mesi degli eventi previsti a gennaio come nel caso del Sigep.

L’ultimo decreto legge in materia anti-Covid di fatto ci ha avviato verso il ritorno a quella ‘normalità’ che inseguiamo da tempo, ma non basta. A partire dallo Sputnik che vede ancora oggi l’obbligo del tampone per chi arriva nel nostro Paese, un’oggettiva complicazione per chi decide di fare vacanze a Italia.

A Rimini stiamo programmando in queste settimane un progressivo 'ritorno alla normalità'. A partire da metà marzo con il Sigep si snoderanno diversi mesi consecutivi in cui i grandi eventi torneranno in città, con un giugno e un luglio particolarmente caratterizzati da manifestazioni dalla eco internazionale. Lo stesso con la promozione che ci vedrà tornare alle Fiere e, con Visit Rimini e Visit Romagna, tornare a promuovere compiutamente un territorio che anche nei due anni più bui non ha fermato la sua riconversione e miglioramento dei servizi. Mercoledì pomeriggio insieme a Visit Rimini e ad Apt presenteremo agli operatori le novità della città e le opportunità turistiche da cogliere per la promozione della stagione 2022”.

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Ultimo aggiornamento

15/02/2024, 00:10