Non un’emergenza, vista la stagione, ma un campanello di allarme per i tanti di anziani, soprattutto

Nucleo fragilità anziani: alta l’attenzione nella prima settimana di grande caldo. Ieri toccata la massima di 35 gradi a Vergiano e di 34 gradi in centro e sulla costa riminese

30 Giugno 2020
Quella appena iniziata è la prima vera settimana di caldo intenso estivo, che nelle ore più torride ha toccato picchi di 35 gradi nella zona di Vergiano e di 34 gradi nella zona di Rimini centro e marina. Temperature analoghe sono previste anche per i prossimi giorni.

Non un’emergenza, vista la stagione, ma un campanello di allarme per i tanti di anziani, soprattutto quelli più soli, che vedono acuirsi i problemi di salute e di isolamento sociale.

Da giugno a settembre ci pensa il Nucleo fragilità del Distretto di Rimini nord:

una serie di attenzioni per prevenire l'isolamento degli anziani e il conseguente disagio che col grande caldo può potenzialmente trasformarsi in criticità più gravi. Telefonate di monitoraggio (un centinaio quelle già fatte in queste prime settimane, diverse migliaia - più di duemila - quelli che saranno contattati lungo tutto il periodo  estivo), visite domiciliari e coordinamento con i servizi socio sanitari e di pronta assistenza. Le principali azioni previste dal Piano Emergenza Caldo contemplano in primo luogo lo stretto raccordo tra gli enti locali e l’Ausl, con i medici di medicina generale, con le associazioni di volontariato e le organizzazioni no profit per rendere gli interventi sinergici e quindi più efficaci. E’ inoltre prevista la condivisione con i centri sociali, le strutture di accoglienza di anziani e soggetti fragili, pubbliche e private, di piani di monitoraggio per il benessere degli ospiti ed eventuali misure per accrescerlo. Questi stessi soggetti, così come altri enti del pubblico o del privato sociale, nelle varie realtà, attiveranno iniziative, appositamente promosse, per facilitare ed eventualmente accogliere gli anziani in momenti di disagio climatico particolarmente forte.

Contatti

Nucleo Fragilità telefono: 0541 / 1490572

 COME LIMITARE IL DISAGIO

  •     Evitare di bere alcolici, caffè, bevande gassate o zuccherate. L´assunzione di bevande alcoliche deprime i centri nervosi e stimola la diuresi, condizioni entrambe sfavorevoli alla dispersione di calore.
  •     Evitare di uscire tra le 12 e le 17. Queste non solo sono le ore più calde della giornata ma sono anche quelle caratterizzate dai livelli più elevati di ozono.
  •     Usare tende o chiudere le imposte nelle ore più calde; limitare l´uso del forno e dei fornelli, che possono contribuire ad aumentare la temperatura in casa.
  •     Non lasciare mai nessuno, neanche per brevi periodi, in macchine parcheggiate al sole.
  •     Consultare il proprio medico prima di assumere integratori di sali minerali, se si assumono farmaci in maniera regolare.
  •     Ridurre il più possibile l´utilizzo del pannolino per i bambini e gli anziani.
  •     Stare il più possibile con altre persone.

 

Se si assiste una persona vittima di un colpo di calore, colpo di sole o collasso la prima cosa da fare è chiamare i soccorsi. Nell´attesa, far sdraiare la persona colpita in posizione supina in luogo fresco e ventilato con le gambe sollevate ed eseguire delle spugnature con acqua fredda; se la persona è cosciente, somministrare dei liquidi non ghiacciati (non alcool o caffè). Fra le conseguenze del colpo di calore ci possono essere anche contrazioni e spasmi incontrollabili: in questo caso bisogna fare in modo che la vittima non si ferisca, e non deve ricevere nulla da bere o da mangiare. In caso di vomito, controllare che la via respiratoria rimanga aperta magari girando la vittima su un fianco.

“Un servizio – commenta l’Amministrazione comunale di Rimini – che fa tesoro sia della grande esperienza dei professionisti e dell’organizzazione territoriale dei servizi, sia di quanto fatto durante la gestione dell’emergenza sanitaria da Covid19, dove gli stessi operatori hanno prestato la propria esperienza acquisita nell’emergenza caldo, per gestire l’emergenza dell’isolamento sociale. Un servizio che, oggi come qualche mese fa, unisce alla necessità pratica dell’aiuto quella simbolica di una parola di vicinanza, un saluto, il sentirsi parte di una stessa comunità, anche e soprattutto nei momenti più duri”.