Con Airbnb il Comune ha firmato nei mesi scorsi, tra i primi in Italia, un accordo per la riscossion

Imposta di soggiorno, primo versamento al Comune da parte di Airbnb. L'assessore: "Segnale incoraggiante, andiamo verso una omogeneizzazione del trattamento delle strutture per l'ospitalità"

20 Luglio 2018
E’ di 18.500 euro il primo versamento di imposta di soggiorno al Comune di Rimini che arriva da Airbnb, la nota piattaforma che consente di confrontare e affittare per soggiorni brevi appartamenti in tutto il mondo.

Con Airbnb il Comune ha firmato nei mesi scorsi, tra i primi in Italia, un accordo per la riscossione dell’imposta di soggiorno per i turisti che alloggiano a Rimini prenotando attraverso la piattaforma.

L’accordo è scattato il 1° aprile è prevede che sia Airbnb a riscuotere l’imposta di soggiorno dovuta dagli host già al momento della prenotazione per versarla poi al Comune. I prezzi degli alloggi disponibili in piattaforma sono già comprensivi dell’imposta di soggiorno, calcolata al 3% del canone corrisposto, con il limite massimo previsto per legge di 5 euro a persona per notte di soggiorno. L’imposta viene è poi versata direttamente all’ente con cadenza trimestrale.

La somma di 18.500 euro versata al Comune fa quindi riferimento al trimestre aprile-giugno ed è ampiamente in linea con la previsione annuale (40mila euro complessivi).

“Pur trattandosi di una cifra contenuta, rappresenta un dato sicuramente incoraggiante – sottolinea l’assessore al Bilancio Gian Luca Brasini – soprattutto se rapportato all’anno scorso, quando ad esempio nell’intero anno per gli appartamenti turistici sono stati versati 9 mila euro di imposta. Non si possono fare confronti, ma ciò che ci interessa e vedere come si stia andando verso l’obiettivo prefissato e cioè quello di rendere omogeneo il trattamento tra i diversi operatori del settore dell’ospitalità, con regole comuni e certe sia per le strutture tradizionali sia per i nuovi soggetti sul mercato”.

A fine febbraio erano 930 gli annunci di Airbnb a Rimini (+21 % rispetto all’anno precedente). Secondo la stima degli uffici, ad oggi sono circa trecento le strutture registrate sulla piattaforma tra appartamenti e qualche residence, per un volume di canone di locazione di circa 600mila euro. Si calcola quindi che, in media, un host abbia ricavato 2mila euro nell’arco del trimestre.